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Dai cantieri Vizianello i taxi ibridi per la laguna di Venezia

Hyundai Seasall, Mercury, Huracan. C’è tanta tecnologia al servizio dei cantieri Vizianello, che realizzano i taxi ibridi per la laguna di Venezia. Siamo andati alla scoperta di questo innovativo e intrigante progetto, che mira a ridurre notevolmente le emissioni legate al traffico (al momento un po’ ridotto, causa pandemia, ma solitamente molto intenso) di imbarcazioni in laguna. L’articolo completo pubblicato su DIESEL Luglio/Agosto lo potete leggere qui. Di seguito un estratto.

Vizianello taxi ibridi

I taxi ibridi Vizianello sotto coperta: ibrido in salsa coreana

Disegnato da Nuvolari Lenard, l’eThunder è in grado di offrire a 14 passeggeri un’esperienza di viaggio unica. La ricetta è (apparentemente) semplice: affiancare un motore elettrico alla consueta unità diesel (uno Hyundai Seasall, detarato a 110 kW a 3.000 rpm per rispettare la normativa sul trasporto passeggeri non di linea). Disponibile nella versione base con una potenza ben superiore, conserva anche con questa taratura tutti i pregi delle versioni più prestanti. Tornando al Thunder, è stata sufficiente l’aggiunta di qualche decina di chilowatt elettrici per trasformare completamente il profilo d’uso del classico taxi operante in laguna, trasformandolo in una barca in grado di muoversi sino a 15 km/h a emissioni zero e in assoluto silenzio.

Vizianello taxi ibridi

Tra l’altro, in molti canali di Venezia spesso si viaggia, a causa dei limiti progressivamente introdotti, al massimo a 10 km/h e, a volte, anche a qualche km/h in meno. Se, dunque, la velocità in modalità elettrica è più che sufficiente, la possibilità di viaggiare sino a 90 minuti col pacco batterie standard da 14 kWh è altrettanto adeguata. Poi, per la ricarica, è sufficiente una presa a 220V.

Se il diesel ricarica le batterie

E se si vuole più autonomia, basta optare per il pacco batterie maggiorato da 22 kWh. Certo, anche la massa si allontana dai 168 chili della versione standard ma, ed è questo quello che conta, lo scafo nasce già predisposto per l’installazione di batterie supplementari. Anzi, a dirla tutta, se proprio accade che le batterie si scarichino lontano dalla colonnina, alla ricarica può pensare direttamente il diesel. Infatti, grazie all’elettronica di comando e controllo sviluppata in collaborazione con Huracan, il comandante deve solo impostare la potenza richiesta e il sistema passa in modo automatico dalla propulsione elettrica a quella diesel e viceversa. E se le batterie meritano una ricarica, il sistema di controllo adegua la potenza destinata alla ricarica in funzione delle esigenze di navigazione, destinandole solo la quota in eccesso.

Leggi l’articolo completo a pagina 28

2020-07-30T10:31:31+02:0030 Luglio 2020|Categorie: MARINI, PRIMO PIANO|Tag: , , |

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