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Confindustria Nautica: Ucina e Nautica Italiana si uniscono

Decisa la nascita di Confindustria Nautica. Cambia la rappresentanza nel comparto nautico italiano. Alla fine dello scorso anno – tempo di assemblee ed, evidentemente, di scelte importanti – i rispettivi appuntamenti di fine anno hanno dato avvio a un percorso che porterà entro il 31 gennaio prossimo alla creazione di Confindustria Nautica. Alla fine di questo mese, infatti, saranno espletate le condizioni, anche tecniche, del nascente soggetto.

Confindustria Nautica

Confindustria Nautica: statuto e organigramma

Non sono meno di 45 le aziende di Nautica Italiana che rispettano i requisiti previsti da Confindustria e dovranno aderire entro il 31 gennaio prossimo, secondo le modalità fissate dal ‘Protocollo di intenti per la riunificazione’, al fine di rendere operativo l’accordo che prevede l’affiancamento dei rappresentanti delle due associazioni.

UCINA AL METS DI AMSTERDAM

Lo statuto resterà quello di Ucina, integrato ovviamente con alcune modifiche richieste dai soci di Nautica Italiana, mentre il numero uno di Ucina Saverio Cecchi resterà in carica, al momento, come presidente, con Lamberto Tacoli che ne diverrà il vice presidente vicario.

Confindustria Nautica

Da sinistra, Saverio Cecchi e Lamberto Tacoli

L’Italia eccelle tra i superyacht

Intanto, arrivano indicazioni confortanti circa lo stato di salute del comparto nautico in Italia. La pubblicazione del Global Order Book 2020, vale a dire la classifica certificata dell’andamento del mercato internazionale delle imbarcazioni maggiori di 24 metri (superyacht), ha certificato il primato dell’industria cantieristica italiana tra i paesi costruttori, con 268 superyacht in costruzione nel 2019 su un totale di 621 a livello globale. Seguono, ben distanziate, la Turchia (77 unità) e i Paesi Bassi (68).

IL SALONE NAUTICO 2020, PRESENTATO A NEW YORK

Non a caso, i primi tre posti della classifica mondiale dei costruttori impegnati in questo settore sono occupati da tre aziende italiane, Sanlorenzo, Azimut e Benetti, che raccolgono da soli il 22,5 percento degli ordini globali.

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La forte presenza italiana tra i primi 20 costruttori di superyacht

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