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Scr e diporto. Che fare?

Scr e diporto. Che fare? E se lo chiedessimo ai ‘camionisti’? No, non siamo impazziti, semplicemente abbiamo pensato che di fronte alle sfide imposte a ingegneri e architetti di yacht e dintorni (per dintorni, forzando il concetto, ci riferiamo anche alle applicazioni commerciali. Il caso di Man Energy Solutions), sarebbe stato utile risalire alla fonte. In questo caso, e ci riferiamo alle applicazioni industriali, la fonte è la catena cinematica dei camion pesanti. L’applicazione industriale più evoluta fa infatti i conti con l’urea tecnica dal primo decennio del secolo ed è un segreto di Pulcinella che i motori marinizzati siano prevalentemente di derivazione automobilistica o camionistica (cliccate qui per accedere al post sull’interpretazione di Cummins). Chi, meglio della letteratura ingegneristica dei costruttori di camion, può tracciare la strada anche per gli yacht?

Scr e diporto

Schema Scr di Man Engines

Scr e diporto. Le prime domande a Bertetti

Ma cominciamo con ordine. All’interno di questa inchiesta, che abbiamo pubblicato integralmente sulle pagine di DIESEL Giugno, abbiamo interpellato due esperti del diporto. Le premesse partono da qui, per forza di cose. Il primo contributo è di Paolo Bertetti, Vice President Technical e R&D dei cantieri navali Sanlorenzo. Qui trovate la prima parte dell’intervista. Le prossime settimane pubblicheremo la seconda e, successivamente, il resto. A puntate, come ogni serie che si rispetti.

Per quanto riguarda le potenze necessarie su yacht plananti o semi-plananti, al di sopra dei 24 metri (ndr: grossomodo corrispondenti alla fatidica soglia diportistica degli 80 piedi), non sono attualmente disponibili motori con l’Scr. Esistono in versione Imo II o Epa III, nulla che sia conforme all’Imo III.

La situazione non è molto diversa rispetto a sei mesi fa ed è la stessa che, molto plausibilmente, si presenterà a gennaio 2021. Tutti i motoristi stanno lavorando sull’Scr, ma non è un’equazione semplice da risolvere. 

Quali sono le principali difficoltà in ambito marino?

La densità di potenza è decisamente elevata, unita oltretutto all’esigenza di catalizzatori di dimensioni ragionevoli. Quindi, fino a certe potenze ci si arriva. Superata la barriera dei 1.600-1.700 cavalli, iniziano le difficoltà, che si esasperano arrivati a 2.400-2.600 cavalli.

E l’Scr per le potenze elevate?

C’è il rischio che gli standard entrino in vigore prima che la tecnologia sia pronta, quindi…

In realtà la tecnologia Scr è già pronta. Il punto sarà conciliare l’aspetto prestazionale con quello dimensionale, delle temperature e così via. Sicuramente nella fascia tra 2.200 e 2.600 cavalli i catalizzatori non saranno ancora disponibili al gennaio del 2021. La cosa metterà parecchio nei guai i costruttori di yacht, i quali si troveranno nella condizione che, dovendo vendere barche versatili, in grado di navigare negli Stati Uniti o nei mari del Nord, per fare un esempio, non potranno farlo, in base alla legislazione attuale, almeno per quanto riguarda le imbarcazioni superiori ai 24 metri.

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(Segue)

2020-05-19T12:39:58+02:0019 Maggio 2020|Categorie: MARINI, PRIMO PIANO|Tag: , |

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