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Perkins e la generazione di energia. Gli sviluppi ‘nascosti’ dei motori

Perkins e la generazione di energia. In Perkins, Karan Ohri ha il ruolo di Global Marketing Manager in ambito Electric Power. In altre parole, si occupa dell’intera gamma di prodotti, dai modelli più piccoli a quelli più grandi, destinati ad applicazioni genset, a livello globale. Il suo è, dunque, un punto di vista privilegiato per affrontare il tema delle nuove sfide nella generazione di energia. Al Middle East Energy ci ha concesso una lunga intervista, che vi proponiamo in due puntate: la prossima sarà pubblicata tra una settimana.

Su cosa avete puntato, quindi, per il MEE 2020?

Lo scorso anno abbiamo introdotto due nuovi motori. Uno con cilindrata di 9,3 litri e l’altro di 18 litri. Ciò che accomuna entrambi i motori è la capacità di generare la stessa potenza del motore successivo nella gamma. Quindi, il 9,3 litri produce 350 kVa, proprio come il motore da 13 litri, che Perkins peraltro continua a produrre. Il 18 litri è invece paragonabile al modello da 23 litri.

Volevamo, insomma, avere una gamma di prodotti flessibile per offrire ai nostri clienti più opzioni. I clienti possono quindi acquistare motori più piccoli, con un pacchetto leggermente migliore anche in termini di prezzo e capace di assicurare un minor consumo di carburante. Chi è interessato al prime power, con esigenze più pressanti in termini di costi di carburante e manutenzione, ha certamente un’opzione in più nei nuovi motori. Altri clienti, penso a ospedali, data center, applicazioni critiche, mercati residenziali, torri commerciali o metropolitane – dove l’affidabilità è fondamentale per le soluzioni di backup – possono comunque contare sulle serie esistenti.

Perkins e la generazione di energia

Lo stand Perkins al MEE 2020

Perkins e la generazione di energia. C’è qualcosa di nuovo da dire sulla Serie 4000?

Abbiamo apportato miglioramenti al design interno dei motori Perkins Serie 4000. L’aggiornamento dei componenti chiave ha l’obiettivo di raddoppiare sostanzialmente la vita utile del motore e ridurre i costi operativi per il cliente. In precedenza, il motore richiedeva importanti interventi di manutenzione dopo circa 7.500 ore di funzionamento. Ora, l’intervallo di manutenzione è stato portato a 15.000 ore, il top nel mercato.

Ciò significa che, mentre dall’esterno il motore sembra essere esattamente lo stesso, all’interno sono stati apportati importanti miglioramenti. Abbiamo aggiornato alcuni componenti chiave in termini di materiale o design. Penso alla sede delle valvole, agli angoli e ai materiali con cui sono fatte le valvole, ai cuscinetti, ai rivestimenti dei pistoni e così via.

Parlando di tendenze tecnologiche, cosa vede all’orizzonte?

Vedo due tendenze. Una è il focus sul 5G, mentre la seconda riguarda la riduzione del Total cost of ownership (Tco). Partendo da quest’ultimo, la ragione principale sta nel fatto che molti mercati stanno implementando una maggiore stabilità di rete, per cui i gruppi elettrogeni fungono da soluzione di backup in standby. Alcuni mercati di questa regione, penso soprattutto all’Africa, necessitano di soluzioni di alimentazione di base che funzionino 8, 10, anche 12 ore al giorno. Quello che stiamo cercando di fare è ottimizzare la nostra gamma di prodotti per aiutare i clienti a ridurre il consumo di carburante, con intervalli di manutenzione più lunghi, pezzi condivisi tra tutta la gamma di prodotti per ridurre il costo per i client che vogliono mantenere un motore Perkins.

Perkins e la generazione di energia

Motore Perkins 4008 per gruppi elettrogeni

Cosa cambia, per un costruttore come Perkins, con l’avvento deciso del 5G?

Vediamo due mercati principali nel settore delle telecomunicazioni. Per soddisfare le aumentate esigenze di carico delle torri di telecomunicazione al fine di supportare le apparecchiature 5G, il mercato dovrà passare a motori diesel di potenza superiore. In alternativa, questo potrebbe anche sostenere la crescita del mercato ibrido, utilizzando pannelli solari, pacchi batterie e motori diesel più piccoli in un pacchetto ibrido completo. La fattibilità commerciale e le esigenze di manutenzione definiranno il successo di una soluzione del genere.

Che la scelta ricada su un full diesel o su una soluzione ibrida, dipende molto dalle dimensioni della flotta, dai requisiti delle applicazioni e così via. Per un nostro cliente tipico, un costruttore di gruppi elettrogeni, la questione chiave è ottimizzare il modello di business, quindi mantenere i motori in funzione e, per esempio, una torre alimentata.

Dal mio punto di vista, quello che dobbiamo fare è supportare i clienti nei loro sforzi per raggiungere questi obiettivi con il prodotto giusto. Rispetto ai mercati, il diesel gioca ancora la parte più importante, mentre quello ibrido cresce lentamente.

2020-05-05T16:47:56+02:0027 Aprile 2020|Categorie: INTERVISTE, STAZIONARI|Tag: , , |

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