Sustainable Powertrain Tour

mcTer Verona 2017

mcTer Verona

mcTer Verona, la cogenerazione riparte dall’impianto normativo, dalla manutenzione e dai casi studio. DIESEL si è occupato del primo e del terzo aspetto. Lisa Branchini dell’Università di Bologna, Michele Pinelli e Pier Ruggero Spina, dell’Università di Ferrara, ci hanno fornito la legenda per approfondire i concetti di Car, Cogenerazione ad alto rendimento, e Pes, risparmio dell’energia, nell’acronimo originale Primary energy saving. Il Decreto Legislativo 20/07 stravolge i principi dei certificati verdi: l’energia elettrica diventa un ‘sottoprodotto fatale’. Il calore rappresenta il valore primario di un sistema cogenerativo.

COL MCTER CI ERAVAMO LASCIATI A SAN DONATO. ESATTAMENTE QUI…

mcTer Verona e l’audit

Il mcTer Verona è stata la platea dove ribadire un concetto tanto elementare quanto essenziale: si comincia dall’inizio. E nella cogenerazione l’inizio si chiama audit. Si sono avvicendati sul palco Marco Cuttica di Ab Energy, Nicola Miola di Ener-G, Federico Frinzi di 2G, Sergio Stagni di Tonissi Power, Claudio Organtini di GE Jenbacher, Daniele Di Franco di Mtu.

mcTer Verona e i workshop

Ne abbiamo seguiti sei. Ve li riassumiamo in pillole. Ancora Tonissi Power, ancora Sergio Stagni, questa volta con Sokratherm, che ha affiancato Man nella fase di prova sul campo dell’E3262 V12 e dell’E3268 V8. I Sokratherm sono sottoposti a 50 ore continuative di test a pieno carico per ogni singola unità e da quest’anno adottano l’scr, insieme al catalizzatore, sui motori sovralimentati.
Mtu si occupa di generazione distribuita. Lorenzo Gatti a titolo di esempio porta l’esperienza di Gamesa,  l’utility spagnola, che vicino a Saragozza ha realizzato una centrale con fotovoltaico, pale eoliche, pacchi di batterie e tre gruppi diesel alimentati dalla serie Mtu 1600.
Lorenzo Ronchetti, di Mitsubishi Electric, ha citato una centrale a cippato di Wiesbaden. L’inverter Mitsubishi permette il rilevamento multi-punto della curva di carico, la manutenzione predittiva, l’intercettazione di occlusioni, il pre-riscaldamento del motore, provvidenziale in condizioni climatiche estreme.
2G ha enunciato le virtù della G-box , capace di erogare tra i 20 chilowatt della G-box 20 e i 50 kW della G-box 50. Sotto il cofano c’è Man.
Piller ha raccontato il sistema Ubt-Pcd (Power conditioning device), che sfrutta il gruppo rotante di tipo Uniblock Ubt. Il tema posto da Lanfranco Pedrotti è la garanzia di continuità grazie alla flywheel.
Carlo Gavazzi. L’anima della domotica a marchio Gavazzi è rappresentata dall’unità principale SH2WEB24, sistema di controllo per l’automazione domestica programmato tramite il software Sh Tool che funziona anche come datalogger che registra gli eventi trasmessi dai bus che si possono collegare. Ce ne hanno parlato Roberto Conca e Raffaella Sirena.

Spunta la cyber-security

Il linguaggio della Carlo Giavazzi introduce la ‘neo-lingua’ dell’informatica nel mondo di DIESEL. Anche a queste latitudini dovremo farci l’abitudine. Tra app, software e sensoristica la motoristica si sta ibridando con l’elettronica e non solo. Nell’altro convegno che abbiamo seguito al mcTer Verona, con il supporto di Anie Automazione, si è discusso di ‘Cyber Security nella Trasformazione Digitale delle Industrie: Esigenze e Soluzioni’.

Implementazione a livello software (It) grazie a programmi per White- e Blacklisting, e gestione centralizzata di prodotti come gli antivirus. Per l’hardware (Ot) esistono soluzioni come i chipset Tpm (Trusted platform module), con funzioni quali generazione di numeri pseudo-casuali, generazione e memorizzazione di chiavi crittografiche (Rsa), cifratura e decifratura con Rsa. Sono il linguaggio e i contenuti di Alessandro Bianco di Advantech.

È solo l’incipit. l resto lo troverete su DIESEL di Novembre.

 

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