Il Sustainable Day di John Deere per la stampa europea, organizzato nelle campagne nei dintorni di Magdeburgo lo scorso 7 settembre, ha rappresentato l’occasione ideale per fare il punto sui macchinari già presenti sul mercato che il Cervo intende utilizzare per portare avanti le sue strategie legate alla sostenibilità. Sullo sfondo di un nutrito parco eolico, tra le tante tecnologie mostrate in campo aperto nei pressi dell’azienda agricola Landwirtschaftliche Betriebsgemeinschaft Groß Germersleben, spiccava senza dubbio il concept del motore MultiFuel, applicato in questo caso a un John Deere 6155 R.

John Deere punta anche sui motori endotermici

Basata sull’utilizzo di biocarburanti e adottabile anche tramite una soluzione “one-tank” (quindi funzionante con qualsiasi carburante, sia in forma pura che miscelata), si tratta di una tecnologia particolarmente interessante che, a differenza delle tendenze che si stanno osservando nel mondo automotive da qualche anno a questa parte (leggasi elettrificazione), ha riacceso i riflettori sulle possibilità green che i motori endotermici possono ancora offrire. In un settore, quello dell’agromeccanica, dove la transizione energetica, almeno per i trattori sopra i 100 cavalli, procede per ovvi motivi ingegneristici ancora a rilento.

Frutto delle sinergie di John Deere, del Centro tecnologico e di promozione di Straubing e dell’Università di Kaiserslautern, il motore MultiFuel rientra all’interno del progetto “Development and Field Test of an Exhaust Gas Stage 5 MultiFuel tractor (Must5-Trak)” e permette al mezzo agricolo su cui è installato (in questo caso, come già accennato, un nuovissimo 6155 R) di utilizzare biocarburanti (olio vegetale puro, biodiesel, diesel rinnovabile)diesel standard o miscele di carburanti. Un progetto che è stato finanziato anche da enti pubblici, tra cui spiccano il Ministero federale tedesco per l’alimentazione e l’agricoltura e la Fachagentur Nachwachsende Rohstoffe (agenzia per le risorse rinnovabili).

Una gestione intelligente del sistema propulsivo

Diversi sensori del motore a combustione standard e del sistema di post-trattamento dei gas di scarico forniscono dati per un modello matematico-fisico e per un approccio basato sull’intelligenza artificiale che riconosce le diverse miscele di carburante. Su questa base, l’unità elettronica di controllo del motore (Ecu) seleziona l’impostazione software appropriata per il funzionamento ottimale del motore e per la conformità alla norma sulle emissioni EU Stage V/US Tier 4.

L’utilizzo di biocarburanti, inoltre, potrebbe apportare un altro grande beneficio: il processo della loro produzione, infatti, genera come sottoprodotto alcuni vettori proteici di alta qualità, che possono poi essere utilizzati come mangime per animali e sostituire così le importazioni di soia dall’estero. Pertanto, l’uso dei biocarburanti non è necessariamente in conflitto con la produzione alimentare. Per l’introduzione sul mercato di questo concetto e l’uso dei biocarburanti in agricoltura in Europa, tuttavia, il quadro politico deve creare una tassazione equa per i biocarburanti in agricoltura rispetto al diesel fossile, cui si riversano ancora la quasi totalità degli incentivi (come quello, in Italia, previsto per il gasolio agricolo).

Ciò consentirebbe alle attività agricole e forestali di ridurre le emissioni di CO2 e di rispondere alla volatilità dei prezzi o alla diversa disponibilità sul mercato dei carburanti. In questo modo le normative sulle emissioni della fase V dell’UE possono essere rispettate con tutte le combinazioni di carburanti, consentendo quindi agli agricoltori di utilizzare quote elevate di carburanti rinnovabili e rispettosi del clima, aumentando al contempo la resilienza della produzione alimentare primaria grazie all’elevato livello di indipendenza dall’uso di carburanti fossili.

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