Con l’inaugurazione dello stabilimento di Ulm, Iveco e Nikola procedono a ritmo spedito verso la produzione di serie dei truck elettrici brandizzati Nikola ma concepiti sulla base dell’S-Way della casa italiana. La joint venture al 50 percento era stata annunciata appena due anni fa e presentata in pompa magna a Torino, alla fine del 2019, appena prima che l’ondata pandemica investisse le nostre vite. Lo scorso 15 settembre, l’inaugurazione ufficiale dello stabilimento produttivo di Ulm, in Germania, già caposaldo della produzione Iveco per la gamma Magirus e non solo, ha rappresentato un passaggio molto importante, che ha spento sul nascere i tanti rumors seguiti alle burrascose dimissioni di Trevor Milton, tra i fondatori di Nikola nonché Ceo all’epoca della definizione della joint venture. Invece, l’attuale Ceo Mark Russel e Gerrit Marx, in predicato di diventare Ceo della divisione On-Highway di Cnh, hanno rassicurato sul futuro della partnership.

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Da sinistra, Gerrit Marx e Mark Russel posano davanti al Nikola Tre nello stabilimento tedesco di Ulm

Cosa faranno Iveco e Nikola a Ulm

Entro la fine dell’anno, lo stabilimento di Ulm – riorganizzato in tempo record nel corso degli ultimi due anni per consentire una produzione digitalizzata e automatizzata – sarà in grado di produrre i primi camion Bev (quindi full electric) Nikola Tre, inizialmente destinati al mercato Usa per una questione di omologazione ma in futuro destinati al mercato europeo. Da rimarcare, poi, il fatto che le stesse linee produttive che abbiamo visto di persona a Ulm consentiranno, a partire dall’anno prossimo almeno, di realizzare anche i modelli a celle a combustibile, altro caposaldo della strategia Nikola-Iveco per il lungo raggio. Questo grazie a un concetto di flessibilità produttiva portato all’estremo.

I numeri del nuovo impianto

Esteso su una superficie di 50.000 metri quadri, di cui 25.000 coperti, l’impianto di produzione di Ulm è contraddistinto da un processo di assemblaggio finale per veicoli “nati elettrici”. Questo sito, e la prima fase di industrializzazione, rappresentano un investimento congiunto di IVECO e Nikola e il numero previsto di fornitori coinvolti dall’inizio alla fine del processo è di 160.

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Il prototipo del Nikola Tre alimentato a celle a combustibile

Attualmente si ritiene che la linea di produzione sarà in grado di fabbricare circa 1.000 unità per turno l’anno e si prevede un progressivo aumento produttivo nei prossimi anni. Il sito dovrà operare secondo i principi del programma World Class Manufacturing con l’obiettivo di realizzare zero sprechi, zero incidenti, zero guasti e zero scorte, il tutto confermato dalle sue caratteristiche fondamentali che includono la gestione dell’officina completamente digitale, progettata per garantire il 100% di tracciabilità, e operazioni senza utilizzo di documentazione cartacea.

Impegnati sul fronte del cambiamento climatico

«Nonostante tutte le sfide causate dalla pandemia, non solo a livello industriale ma anche globale, che abbiamo dovuto affrontare fin dal primo annuncio di questa partnership, nel settembre 2019, è estremamente gratificante essere qui oggi come un solo team per assistere al compimento di tutto il nostro duro lavoro: un traguardo raggiunto nei tempi previsti e secondo i piani originali», ha affermato Gerrit Marx durante il suo discorso inaugurale. «Grazie alla comprovata competenza di Iveco e alla sua consolidata presenza, abbiamo fornito una Corporate Communications piattaforma su cui la tecnologia di Nikola può continuare a crescere e svilupparsi. Ora il nostro obiettivo principale è assicurare il successo di questa operazione e assumere congiuntamente la leadership nell’ambito del trasporto pesante a breve e lungo raggio che sia neutrale dal punto di vista dell’impatto climatico».

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