Isotta e il Cis, il Centro di innovazione e sviluppo. Vi facemmo cenno qualche tempo fa, promettendo aggiornamenti. Vi riportiamo dunque quanto ci ha raccontato Piero Violante, Program manager Cis. Anche questo è un tassello fondamentale del programma IFuture.

Violante e il Cis di Isotta, a Bari

«In parallelo a tutto quanto le hanno raccontato i miei colleghi» dice Violante «abbiamo sviluppato le versioni common rail per applicazioni marine dell’industriale, per attingere alle economie di scala, in ragione delle riduzioni di costo, riversando i benefici ottimizzati nell’industriale sulla nautica commerciale. Così, vicendevolmente riusciamo a ottimizzare l’investimento fatto per l’industriale. Il 16 cilindri è pre-esistente, in questo modo otteniamo però un prodotto più competitivo e appetibile in termini di costo. Abbiamo perseguito dei sensibili miglioramenti, anche nelle logiche di monitoraggio da remoto, che sarà a breve testato su una piattaforma per una release di mercato, con la massima attenzione per la cybersecurity, in collaborazione con la casa madre, Fincantieri. Potrà funzionare sia localmente che in collegamento via cloud, incrociando tutti i parametri che servono per risalire alla natura delle segnalazioni e delle eventuali anomalie».

Il V170G

Piero Violante interviene nuovamente sui V170G. «Il primo motore a 16 cilindri performerà 3.000 ore per verificare che tutti i componenti siano conformi al livello di qualità richiesto da Isotta Fraschini» precisa. «Ad oggi (22 luglio 2022, ndr), dopo aver performato sia le ore a banco nella versione a 1.500 che a 1.800 giri, comprese 800 ore continuative di moto in versione gruppo elettrogeno, grazie alla collaborazione dei costruttori di gruppi, abbiamo disassemblato il motore. Abbiamo portato avanti una serie di ispezioni, fino al livello dell’albero motore, e l’abbiamo rimontato per completare il ciclo a 1.800 giri, per altre 800 ore, ed avere così maturato una visione complessiva». 

Non si può chiudere diversamente la descrizione di questa parabola che con l’annuncio dell’installazione di pannelli fotovoltaici per circa un migliaio di chilowattora, in grado di sopperire al fabbisogno interno del quartier generale barese, pratica virtuosa che abbiamo recentemente visto a Tengen, a casa di Rols-Royce Power Systems. All’Isotta Fraschini Motori di Bari il fabbisogno della produzione relativamente a riscaldamento e climatizzazione della sede produttiva sarà svincolata da fonti fossili a partire dall’inizio del 2023.
La musa Urania, simbolo di Isotta Fraschini agli albori del marchio

Idrogeno

Oramai calato in un futuro così prossimo da essere coniugabile al presente, l’idrogeno ricompare nella parabola biografica della musa Urania. C’è infatti un programma allo stato nascente, del quale non sono rivelabili contenuti e missione, nel quale Isotta Fraschini Motori è coinvolta ed è finalizzato allo sviluppo di tecnologie di combustione proprio con l’idrogeno, non sappiamo in quali tonalità cromatiche, supponiamo a tinte verdi. E non finisce qui, dal momento che all’orizzonte si profila una fuel cell da integrare su un sistema che sarà successivamente sperimentato empiricamente su una nave. Isotta Fraschini costruirà questo “oggetto”, come lo definisce non senza un’ombra di amarezza Giovanni Bruni, da buon ingegnere meccanico, che sarà utilizzato in tandem con Fincantieri. Infine, e anche in questo caso si fa per dire, hanno in ballo la proposta di collaborazione con l’autorità portuale di Singapore, per un sistema ibrido, costituito dalle celle a combustibile, dal motore termico e da un pacco batterie, destinato a equipaggiare una tipica applicazione portuale e commerciale dai cicli di utilizzo che si prestano a un’alimentazione ibrida, un rimorchiatore.

E fotovoltaico

Non si può chiudere diversamente la descrizione di questa parabola che con l’annuncio dell’installazione di pannelli fotovoltaici per circa un migliaio di chilowattora, in grado di sopperire al fabbisogno interno del quartier generale barese, pratica virtuosa che abbiamo recentemente visto a Tengen, a casa di Rolls-Royce Power Systems. All’Isotta Fraschini Motori di Bari il fabbisogno della produzione relativamente a riscaldamento e climatizzazione della sede produttiva sarà svincolata da fonti fossili a partire dall’inizio del 2023.

LEGGETE L’ARTICOLO INTEGRALE PUBBLICATO A PAGINA 22 DI DIESEL OTTOBRE 2022

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