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Il service secondo Vulkan Italia: manutenzione preventiva nel diporto

Vulkan Italia promuove una concezione diversa di service, puntando a coinvolgere un’ampia rete di officine a livello nazionale: una sorta di tagliando programmato per giunti e supporti antivibranti, la cui usura influisce notevolmente sulle prestazioni. Vi proponiamo un estratto dell’articolo pubblicato su DIESEL settembre. Qui trovate la versione integrale.

service Vulkan Italia

Come Vulkan Italia ripensa il service

Giulio Alberti, che in Vulkan Italia ricopre il ruolo di After Sales Service Manager, è il perno attorno al quale gira il progetto.

«Siamo partiti dal rapporto che Vulkan Italia ha sempre avuto con le officine specializzate per la gestione del service.

Pensiamo sia importante per l’armatore avere una rete di riferimento con professionisti formati sui nostri prodotti. Ma anche sviluppare un programma di manutenzione preventiva costante che permetta di avere sotto controllo lo stato di usura dei componenti. Fattore che può influenzare significativamente la loro resa. Una sorta di tagliando, insomma».

Più nel concreto, in cosa consiste l’intervento?

«L’ispezione periodica ha lo scopo di verificare le condizioni degli elementi elastici e la loro rispondenza ad alcuni parametri limite. Non necessariamente l’intervento porta a una sostituzione del componente. Per le parti in gomma i limiti di età sono in funzione del numero di anni o delle ore di esercizio, con differenze importanti a seconda dello stress a cui sono sottoposte».

Il progetto di manutenzione preventiva che ha una portata nazionale si basa fortemente sulla formazione.

«Inizialmente con una serie di webinar e, in un prossimo futuro auspicabilmente con sessioni dal vivo, abbiamo previsto un ciclo di eventi di formazione specifica sulle problematiche vibro-acustiche, di prodotto, applicative: un vero e proprio supporto sul trattamento dei nostri prodotti».

service Vulkan Italia

Non solo diporto?

Il progetto dovrebbe partire entro la fine di quest’anno e sarà inizialmente limitato alle imbarcazioni da diporto. Non è da escludere, tuttavia, una possibile estensione in futuro alle applicazioni professionali leggere, che potrebbe dare un impulso a uno scenario ad oggi futuribile ma, da un punto di vista strettamente tecnologico, non certo proibitivo: la manutenzione da remoto.

Ancora Alberti: «Oggi esistono già degli strumenti per il monitoraggio torsionale in continuo: si parla di centrali di potenza o cogenerazione e grandi unità, dove la disponibilità dei motori è un requisito fondamentale per l’utilizzatore e l’eventuale rottura può incidere significativamente sulle ore di funzionamento annue e, quindi, sulla reddittività dell’impianto».

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2020-10-02T20:40:12+02:0028 Settembre 2020|Categorie: COMPONENTI, INTERVISTE|Tag: , |

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