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Bernhard Richter-Schützeneder: presente e futuro dei monocilindrici di Hatz

Il common rail suona come una contraddizione per i monocilindrici?

Hatz confuta questo paradosso per i motori monocilindrici con il sistema E1, che si affida a un sistema completamente elettronico. Ce lo ha spiegato nel dettaglio Bernhard Richter-Schützeneder, Direttore Vendite e Marketing.

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E1. Di cosa si tratta?

Con la sigla E1 indichiamo una tecnologia applicata alla combustione dei monocilindro. Fino a 19 kW, finora, erano disponibili solo motori meccanici, dal momento che il common rail è ovviamente adottabile sui mono. Abbiamo quindi sviluppato qualcosa di simile, quello che la tecnologia E1 rappresenta. L’iniezione è diventata elettronica, sviluppata interamente dal foglio bianco. Un sistema semplice e affidabile che ci consente di controllare il motore in modo preciso e immediato. Le potenze disponibili sono 4,5, 8 e 11 chilowatt.

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C’è quindi un chip a dirigere le operazioni?

Si tratta del controllo elettronico della pompa carburante e del nebulizzatore, che permette di sapere l’erogazione di carburante in camera e di tenere sotto controllo tutti i parametri di iniezione e combustione. Con la E1 entra in gioco il Canbus.

Quale futuro vede per i monocilindrici?

Alcune applicazioni sono in crescita, altre in calo. Le applicazioni più stressate, come i compattatori, appaiono lontane dal cambiare rotta, per l’utilizzo intensivo a cui sono sottoposte, in ambienti di lavoro soggetti a polvere e vibrazioni.

Noi riteniamo che sarà premiante anche la tendenza al downsizing e all’ibridizzazione. Prenda ad esempio il Led Hybrid concept, una torre faro, posizionata qui all’esterno. Monta l’1B30E, il motore più piccolo a listino, da 4,5 chilowatt. Grazie all’efficienza del rinnovato 1B30E soddisfa il fabbisogno della macchina, che po’ richiedere fino a 12 kW per il funzionamento. La torre è in grado di beneficiare della tecnologia E1 perché, a differenza dei compattatori e di altre applicazioni, lavora in assenza dell’operatore.

Prima non potevamo conoscere le condizioni di funzionamento del motore, come agiscano le temperature esterne e l’altitudine, informazioni che l’E1 è invece in grado di fornire, anche grazie alla connettività in remoto. I macchinari compatti sono oltretutto a forte rischio furti. Un motore meccanico è facilmente manipolabile, cosa che non succede con il controllo elettronico.

Il controllo elettronico non espone i monocilindrici allo stress dovuto, per esempio, dalle vibrazioni?

Siamo in grado di sviluppare il modulo di alloggiamento del motore per preservare il motore dallo stress vibrazionale.

Qual è lo stato di salute del mercato dei monocilindrici?

Alcune applicazioni, come anticipato, beneficiano della tendenza al downsizing e all’ibrido. In diversi paesi, fuori dall’Europa, il diesel è tuttora in auge, per esempio Russia e Stati Uniti. A dirla tutta, la richiesta di mono non è mai stata così forte, per generatori, motopompe, macchine per la compattazione (dove equipaggiamo la top ten del marcato), idropulitrici idrauliche professionali e altre applicazioni.

Hatz pensa di superare la soglia dei 2 litri della serie H?

Ci focalizziamo sui motori di bassa cilindrata con la consapevolezza che il motore da 2 litri non si può più definire un motore piccolo.

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