Dopo tanti rinvii finalmente Eima 2021 è in dirittura di arrivo, che Fiera sarà dal punto di vista della presenza di espositori?

Ad oggi abbiamo circa 1.350 espositori dei quali 350 esteri, un risultato per noi molto buono se consideriamo che l’emergenza sanitaria è ancora presente in molti Paesi e che persistono dunque limitazioni allo spostamento di merci e persone. Nelle ultime edizioni dell’Eima, ad esempio, avevamo oltre 300 industrie provenienti dalla Cina dall’India, Paesi che non possono partecipare quest’anno ma che contiamo di avere nell’edizione 2022, in un contesto che si spera possa essere completamente normalizzato. Come noto, siamo la prima esposizione internazionale di meccanica agricola che si tiene dopo il blocco delle attività fieristiche, siamo l’unica che va in scena nel 2021 e tutto questo fa di noi i pionieri di un “nuovo corso”. Abbiamo avuto il coraggio di ripartire per primi, e molte aziende ci hanno seguiti.

Eima 2021, le novità

La pandemia potrebbe rallentare il flusso di operatori stranieri a cui la kermesse ci ha abituati?

In effetti la pandemia impedisce l’arrivo di operatori da alcuni Paesi, ma questa è una limitazione che garantisce maggiore sicurezza a tutti gli altri visitatori, quelli che vengono da Paesi nei quali il fenomeno Covid è fortunatamente sotto controllo. Per tutti i partecipanti sono comunque previste alcune procedure: per un certo gruppo di Paesi è sufficiente il Green Pass, per altri sono necessarie pratiche più laboriose, ma le condizioni per una forte presenza internazionale ci sono tutte. Molti operatori, peraltro, beneficiano dei “corridoi verdi” predisposti dal Ministero degli Affari Esteri, e altri sono inseriti all’interno delle delegazioni ufficiali che l’Agenzia Ice ha organizzato da oltre 60 Paesi. Come organizzatori abbiamo previsto uno speciale pacchetto di ospitalità e servizi per gli operatori economici esteri e anche su questo fronte contiamo di avere buoni riscontri. Insomma, l’emergenza sanitaria rallenta i meccanismi dell’incoming, ma l’organizzazione supporta in tutti i modi gli operatori, che attendiamo numerosi soprattutto dall’area europea ma anche dalle Americhe e dall’Africa.

Che novità ci saranno sotto il profilo espositivo?

Il numero di industrie partecipanti e l’ampiezza delle gamme consentono di realizzare un’Eima con le caratteristiche di sempre, vale a dire quattordici settori di specializzazione e cinque saloni tematici. Tutte le categorie merceologiche sono presenti, i padiglioni della Fiera di Bologna sono interamente occupati e sotto questo profilo possiamo dire che la Fiera è la stessa di sempre. I cambiamenti che abbiamo apportato sono in parte legati alla disponibilità del nuovissimo padiglione 37, che ha determinato un riposizionamento di alcune merceologie. Altri interventi sono dovuti alle norme sanitarie, che impongono corridoi più larghi e percorsi a senso unico per i visitatori. Una nuova collocazione è stata trovata per il padiglione delle delegazioni estere, che avranno spazi e servizi adeguati nel Centro Congressi adiacente all’ingresso di Piazza Costituzione, ma la novità che il pubblico noterà maggiormente è quella che riguarda l’arena all’aperto dove si svolge lo show dei trattori finalisti del Tractor of the Year, e l’area subito adiacente dove si svolgono anche le prove dimostrative di mezzi per la filiera bioenergetica e di mezzi per le sistemazioni territoriali. Nell’area del TotY sarà realizzata una tribuna e saranno posizionati schermi e postazioni per i filmati e per l’illustrazione dei modelli. Insomma, un’area dove le macchine agricole potranno “dare spettacolo”.

Come vi state preparando in vista dell’edizione 2022 che si inserirà in un calendario affollatissimo? Sarà riconfermata la preview digitale?

Il 2022 si presenta davvero affollato, anche se tutti sanno che si tratta di un caso unico perché i grandi eventi torneranno a collocarsi nelle date tradizionali, eccezion fatta per il Sima di Parigi che conferma la volontà di sovrapporsi all’Eima nell’autunno degli anni pari (vedremo se il mercato premierà questa loro scelta). Per il resto, lo scenario degli eventi fieristici si presenta complesso ma interessante. Le varie esposizioni hanno caratteristiche differenti per quanto riguarda le tipologie di mezzi, e hanno una differente area geografica di riferimento, per cui ogni evento tenderà a confermare il proprio target. Diversa è la situazione per gli operatori economici professionali, che tendenzialmente sono chiamati a coprire tutte le manifestazioni di settore e che soffriranno per un calendario così fitto, e per quelle industrie espositrici che sono solite partecipare alle principali manifestazioni europee e che dovranno farsi carico di un impegno economico e organizzativo più gravoso. Siamo comunque già in pista con iniziative e formule nuove, che possano agevolare e razionalizzare la presenza delle case costruttrici agli eventi di settore. Prima che organizzatori di fiere siamo una realtà associativa del mondo industriale, e facilitare le aziende nel loro business è la nostra “missione”. Per quanto riguarda il digitale stiamo pensando ad una piattaforma che sia di supporto alla fiera reale. Veniamo da due anni di attività “virtuali” e, dopo aver monitorato le esigenze e le aspettative delle nostre imprese, stiamo puntando verso un modello nel quale la piattaforma possa fornire dati, connessioni e servizi finalizzati a potenziare – e non certo a sostituire – gli eventi fieristici in presenza.

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