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Deutz e Jekko, nuovo motore per la mini gru

In una delle ultime puntate del nostro Grandangolo (qui il pdf dell’articolo completo), su DIESEL ci siamo occupati di una collaborazione, quella tra Deutz e Jekko, che sta dando frutti molto interessanti. Il costruttore trevigiano Jekko, specializzato nella costruzione di mini gru, ha infatti scelto per la JF990 il 4 cilindri Tcd 3.6 di Deutz, omologato Stage V, cambiando fornitore di motori rispetto ai modelli precedenti della stessa gamma. Per la cronaca, un altro modello della gamma Tcd di Deutz, il 9.0, è stato premiato come Diesel of the Year due anni fa, nel 2018.

A proposito del motore, per soddisfare la nostra inevitabile curiosità noi siamo andati alla fonte e abbiamo chiesto al responsabile R&D di Jekko, Marco Zava, cosa li ha spinti a cambiare fornitore di motori e se questo sia il primo allestimento che l’azienda fa con Deutz. «È in effetti il primo progetto con Deutz. Abbiamo scelto il Tcd 3.6 perché il motore, nella versione Hp, pur rimanendo al di sotto dei 56 chilowatt, ha una coppia davvero interessante. Inoltre, non abbiamo dovuto montare l’Scr e quindi prevedere l’impianto per la gestione dell’urea».

Deutz e Jekko

La JF990 di Jekko in tutta la sua estensione

Deutz e Jekko: collaborazione attiva alla ricerca del layout migliore

Ma c’è di più, come spiega Zava. «Siamo sempre molto attenti alla questione della compattezza, sebbene la 990 sia la nostra macchina più grande della serie a livello dimensionale. Deutz ha mostrato grande disponibilità nel disporre i vari componenti dell’impianto secondo un layout che rispettasse le nostre esigenze proprio in fatto di razionalizzazione degli spazi».

Anche la 990 presenta, insieme al motore endotermico, un motore elettrico trifase da 13 chilowatt, con possibilità di collegarsi a una presa da 32 Ampère, quindi abbastanza semplice da reperire in contesti industriali. L’utilizzo del motore elettrico è pensato, naturalmente, per operazioni all’interno di capannoni industriali. Ma può risultare utile anche per ridurre a zero le emissioni, e in modo significativo il rumore, quando la macchina è al lavoro nei centri storici, per esempio.

Lo switch tra il motore endotermico e quello elettrico è molto semplice ed è gestito in autonomia dall’operatore. Cambia leggermente la velocità di lavoro ma non vengono sostanzialmente intaccate le prestazioni della gru.

Deutz e Jekko

Il Tcd 3.6 di Deutz alloggiato nel vano motore della gru JF990 Jekko

Capacità di sollevamento migliorata

Allargando lo sguardo dal particolare (il motore) alla macchina, si capisce come la JF990 sia un’evoluzione della ‘best-selling’ JF545. Prendendo come riferimento quest’ultimo modello, infatti, con la 990 aumenta la capacità di sollevamento – che caratteristica secondaria proprio non è – con un massimo di 21.500 chili a fronte dei 15.500 della ‘sorella minore’. Pur in crescita rispetto alle altre macchine della gamma, le dimensioni complessive dell’ultima nata rimangono piuttosto compatte (6,75 x 2,14 x 3,45 metri) proprio per consentire agli utilizzatori di continuare a trasportare la gru sul camion senza rientrare nella categoria del trasporto eccezionale: come una mini gru, insomma, ma con caratteristiche e prestazioni non proprio ‘mini’.

LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO PUBBLICATO SU DIESEL

2020-09-14T15:27:20+02:0014 Settembre 2020|Categorie: INDUSTRIALI, PRIMO PIANO|Tag: , |

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