Deutz 2020, il fatturato arretra sensibilmente, rispetto alle previsioni e ai numeri del 2019. Non servono commenti di analisti ispirati per definirne le ragioni, ma una sigla: Covid-19.

Deutz 2020

Deutz 2020. Quest’anno sarà un successo, comunque vada

Proiettiamoci però ai giorni nostri, che dI lacrime versate per gli effetti recessivi della pandemia sono pieni i fossi. Grazie alla ripresa della domanda, nell’anno in corso è stato raggiunto un rapporto book-to-bill superiore a 1. Inoltre, la gestione proattiva del capitale d’esercizio e i primi effetti positivi del programma di ristrutturazione hanno permesso a Deutz di generare un free cash flow positivo di 43 milioni di euro nel quarto trimestre del 2020. Insomma, dalle rive del Reno trapela più di una ragione per guardare al futuro. Una di queste ragioni proviene da est. Secondo Deutz, la joint venture con Sany, il più grande gruppo cinese di macchinari per il movimento terra, ha prodotto il primo frutto, in forma di profitti, fin dal primo anno di esercizio. Il volume di produzione raddoppierà, dai circa 20.000 motori nel 2020 ai circa 40mila nel corso del 2021. Alla fine del secondo trimestre del 2020, Deutz ha alzato l’asticella dell’obiettivo di fatturato per la Cina nel 2022: da circa 500 milioni di euro il traguardo è di circa 800 milioni di euro. Le ottimistiche previsioni dipendono dalla domanda del mercato già in linea con il volume produttivo previsto per la joint venture e dalla previsione di aumentare le quote di mercato.

Trasformarsi per crescere

Secondo quanto è stato ufficialmente comunicato dall’azienda, all’inizio del 2020 Deutz ha varato il programma di efficientemente battezzato ‘Transform for Growth‘. La volontà è quella di mantenere la competitività nel lungo termine. Le misure mirano a ottimizzare la rete di produzione globale, ad automatizzare e digitalizzare i processi operativi e amministrativi e a ridurre la complessità. Con l’attuazione del programma di ristrutturazione, Deutz intende ottenere un risparmio annuo lordo sui costi di circa 100 milioni di euro rispetto all’anno base 2019. Gli effetti dovrebbe essere pienamente apprezzabili a partire dalla fine del 2022. Oltre all’adeguamento dei costi operativi, i risparmi devono essere prevalentemente ottenuti riducendo i costi del personale. Questo include un programma di incentivi all’esodo nei siti produttivi tedeschi al fine di ridurre il numero di dipendenti fino a 350 con il minimo impatto sociale possibile.

Motori e fatturato

Nel corso del 2020 il Gruppo Deutz ha venduto un totale di 150.928 motori, equivalenti al 28,7 percento in meno rispetto al 2019. Tra le varie voci, il segmento ‘Altri’ è stato l’unico a registrare un aumento delle vendite, riportando una crescita significativa del 42,7 per cento. Ciò è dovuto al ramp-up di Torqeedo, con quasi 30mila motori elettrici nel 2020 assegnati ad installatori (per la precisione, 29.894 motori). Nel core business dei motori a combustione interna, le vendite unitarie sono diminuite di un sostanziale 36,5 percento. Il fatturato del Gruppo Deutz è diminuito del 29,6 percento, a 1.295,6 milioni di euro nel 2020, con quasi tutti i segmenti di applicazione e le regioni che hanno registrato una forte riduzione del fatturato. I segmenti applicativi Material Handling e Agricultural Machinery sono stati colpiti in modo particolarmente duro, registrando diminuzioni rispettivamente del 56,8 e del 39,1 percento. Il dato incoraggiante proviene dal settore dei servizi ad alto margine di guadagno, che risulta in controtendenza, con un calo impercettibile dell’1,2 percento. Di conseguenza, la quota del fatturato consolidato attribuibile al business dei servizi è aumentata dal 19 percento nel 2019 al 27 percento nel 2020.

IL CONFRONTO CON IL 2019

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