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Coronavirus e infrazione sul noleggio: Confindustria Nautica va in Parlamento

Due questioni importanti: coronavirus e infrazione sul noleggio

Il presidente Raffaele Trano e una delegazione di Confindustria Nautica sono stati ricevuti qualche giorno fa presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati. Sul tavolo della discussione, com’è facile immaginare, le conseguenze che l’epidemia di coronavirus potrà avere sul comparto ma anche altre questioni importanti per il settore italiano della nautica da diporto, come la procedura di infrazione sul noleggio, questione sulla quale il presidente ha preso l’impegno di sollecitare l’intervento del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.

infrazione sul noleggio

La procedura di infrazione sul noleggio, spiegata

Durante la scorsa legislatura, la Commissione Europea ha aperto una procedura di infrazione nei confronti di Italia, Francia, UK, Grecia, Malta e Cipro sulla locazione e il noleggio di imbarcazioni da diporto. L’Italia si è adeguata con la Legge di Bilancio, rimandando a un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, che deve essere emanato entro pochissimi giorni, per individuare nuove modalità di calcolo dell’imponibile.

UNA NUOVA RAPPRESENTANZA PER LA NAUTICA DA DIPORTO

Modificando una prassi consolidata da oltre 20 anni, la precedente Commissione ha però indicato soluzioni attuative che risultano fortemente penalizzanti per gli Stati membri della stessa Ue, poiché favoriranno l’imbarco e la partenza dell’attività di charter dai Paesi extra-europei limitrofi, spostando, insieme al luogo di mesa a disposizione dell’unità, anche quello dove deve essere versata l’Iva. Senza contare l’aggravio burocratico e di costi per l’Amministrazione Finanziaria.

Il tema è estremamente delicato e su di esso si gioca la competitività dell’Italia e quello degli altri player Ue nella costruzione e nel turismo nautico.

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Il contenzioso dei porti turistici con lo Stato

UCINA E NAUTICA ITALIANA CONFLUISCONO IN CONFINDUSTRIA NAUTICA

Non meno grave la situazione dei 23 porti turistici in contenzioso con lo Stato da 13 anni per l’applicazione retroattiva degli aumenti dei canoni demaniali che, nonostante la vittoria di tutte le cause di ogni ordine e grado, inclusa la pronuncia della Corte Costituzionale, si continuano a vedere emesse da parte dell’Agenzia delle Entrate le cartelle esattoriale e i provvedimenti di blocco dei conti correnti.

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