Se fosse una serie di Netflix probabilmente sarebbe “Il Trono di spade”. Senza il contorno di colpi bassi, intrighi e atmosfere fantasy, questa serie tv corrisponde comunque a quello che il sociologo americano Talcott Parsons chiamerebbe “need for achievement”. In sintesi, è la cristallina espressione di quella competizione a tre che si è scatenata sulla scia dei 2.000 cavalli marini. Il terzetto è composto da Caterpillar, Man e mtu e da una decina d’anni gioca al rialzo, a colpi di 100 cavalli o giù di lì. Tutto ebbe inizio a Friedrichshafen, anzi a Cannes, dove mtu nel 2014 decise di inserirsi prepotentemente con il V2000 M96, segmentato a 10, 12 e 16 cilindri. Un concentrato di “delicatessen” tecnologiche, quali il triplice turbo sequenziale, il raddoppio degli stadi di raffreddamento (inter- e after-cooler) e della filtrazione dell’aria e la ristilizzazione degli ugelli del common rail Bosch e della pompa di iniezione firmata L’Orange. Man non si è rassegnata alla prova muscolare dei conterranei e ha alzato l’asticella della potenza da 1.800 a 1.900 cavalli e successivamente a 2.000, plafonandosi sulle prestazioni dell’alto di gamma. E Caterpillar? Gli americani hanno rilanciato due anni or sono, in pieno Covid, con una reingegnerizzazione, applicata al C32, in grado di mettere alla frusta i 2.000 cavalli fino all’8 per cento del tempo di navigazione. La densità di potenza raggiunse picchi prima inesplorati in ragione delle logiche di controllo della centralina Adem 6 Ecm e della fasatura del ciclo di iniezioni.

Ma non finisce qui, perché, come abbiamo anticipato nel reportage da Cannes e nell’incipit di questo confronto, Man ha deciso di cambiare marcia e di ridisegnare completamente la canna. 

Una canna tutta nuova

L’alesaggio si allarga di 10 millimetri, passando da 128 a 138 millimetri; la corsa sale da 157 a 165 millimetri. Si tratta quindi dell’affiancamento della leggendaria canna da 2 litri, uno degli archetipi dell’industria motoristica e portabandiera di Norimberga tra le applicazioni marine e industriali heavy-duty. In termini di cubatura Man slitta quindi in posizione mediana, avvicinandosi ai 32 litri di Cat. Il ritratto che emerge dal prospetto è inequivocabilmente premiante per il leone marino. Eccezione a sé per la potenza specifica, che conferma il primato di mtu, seppure di pochissimi decimali. Tutt’altra musica quando a 1.200 giri si intrecciano le due curve (l’attacco più a basso regime tra questi tre) e ci si accorge dei circa 1.800 Newtonmetro di differenza. Considerando una media approssimativa di 5.550 Nm per Cat e mtu, la differenza ammonta al 25 per cento. Anche la coppia specifica primeggia, con uno scarto. Sensibilmente maggiore con il C32 rispetto a quanto si registra con il V2000 M96X. Da non sottovalutare anche gli sforzi per limare gli sbalzi, soprattutto in altezza, e il peso a nudo, che consentono al V12X di guardare i concorrenti dall’alto sia in termini di ingombri che di rapporto tra massa e potenza. I valori espressi dagli indici sono un coro univoco a favore della canna da 2,47 litri. Non ultimo, l’indice Diesel. Soffermiamoci proprio sul “best in class”. Quella “X” in fondo alla sigla ammicca a “next generation”, mentre restano inalterate le indicazioni, peraltro intuitive, dell’architettura: 12 cilindri a V. (…)

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