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Qui, e proseguirà nelle prossime settimane, pubblichiamo un’analisi approfondita del settore chimico globale, scritta da Joseph Chang, Global Editor per ICIS Chemical Business. Un contributo di grande interesse, in un’epoca caratterizzata da macro-fattori come la pandemia di coronavirus e un significativo calo dei prezzi del petrolio, per citare i maggiori.

settore chimico

Una crisi difficile da leggere

Il settore chimico dovrebbe prepararsi a un’estesa recessione, combinata al prezzo del petrolio più basso per periodi lunghi. Entrambi questi fattori hanno importanti implicazioni per la redditività e gli investimenti.

«È molto probabile che anche il terzo trimestre possa avere un Pil negativo (come il secondo trimestre), e poi la domanda è: quanto sarà sostenuto il rimbalzo verso la fine dell’anno?», ha detto Rhian O’Connor, analista capo dell’Icis, che ha fatto una previsione della domanda nel corso di un webinar.

«Se tutto torna alla normalità, ci troveremo di fronte a una crescita piuttosto forte da un trimestre all’altro nella seconda metà dell’anno. Tuttavia, molte persone avranno perso il lavoro e i risparmi. Non tutti usciremo di corsa, al termine della crisi, a comprare un’auto o un frigorifero», ha aggiunto.

LA SFIDA DEL BIOMETANO

L’analista ha anche citato un’indagine di Oxford Economics che ha mostrato come più di un terzo dei partecipanti si aspettasse tre o più trimestri di Pil globale negativo.

Gli indici dei responsabili degli acquisti del settore manifatturiero (Pmi) mostrano il danno finora subito, con il livello 50 che delinea un’espansione contro una contrazione dell’attività. L’ISM US Manufacturing PMI per marzo è sceso a 49,1 da 50,1 a febbraio, mentre l’IHS Markit Eurozone Manufacturing PMI è sceso a 44,5 a marzo contro 49,2 a febbraio. Il Caixin China General Manufacturing PMI è sceso a 50,1 a marzo da un minimo storico di 40,3 a febbraio.

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Purchasing managers’ indexes per Cina, Stati Uniti e UE

Settore chimico globale: rallentamento esteso, spread compressi

«Il nostro punto di vista è che la domanda per quest’anno, e forse anche per il 2021, non tornerà ai livelli pre-crisi», ha detto O’Connor. «Assisteremo a una flessione più estesa di quanto ci aspettassimo, e poi a una ripresa più lenta di quanto molti prevedono».

Anche i prezzi del greggio saranno probabilmente più bassi per un periodo più lungo, anche se ci sarà un accordo tra l’Opec, l’organizzazione che riunisce i produttori di petrolio, e la Russia o se l’Arabia Saudita acconsentirà a ridurre la produzione, ha osservato la O’Connor.

Per i petrolchimici, lo spread sui prezzi del petrolio dovrebbe anche essere ridotto in una recessione globale con volumi più bassi, ha agiunto l’analista.

Barbara Ortner, responsabile dei rapporti di mercato presso l’Icis, ha citato cali significativi dei prezzi dei contratti europei di etilene, propilene e benzene il 31 marzo. Per il benzene europeo, il contratto di aprile è sceso di un incredibile 70 percento rispetto a marzo, stabilendosi a un minimo record di 171 euro/tonnellata. I contratti di aprile per l’etilene sono scesi del record di 200 euro/tonnellata, a 720 euro/tonnellata, mentre il propilene è sceso di 175 euro/tonnellata, a 650 euro/tonnellata.

CASTROL E LE PRATICHE DELLA BUONA RICERCA

La Cina rimbalza, ma le prospettive sono complesse

Mentre l’economia manifatturiera cinese si sta rimettendo in carreggiata e la domanda locale sta migliorando, la Cina avrà condizioni di esportazione estremamente difficili.

Secondo Jim Sheehan, analista chimico statunitense della SunTrust Robinson Humphrey, i dirigenti delle aziende chimiche stanno assistendo a una riaccelerazione della domanda in Cina, con tutti i loro impianti che stanno tornando alla normalità.

«Le aziende con esposizione ai clienti del settore automobilistico e industriale stanno iniziando a funzionare, ma non necessariamente a pieno regime», ha detto. «Queste strutture sono in funzione solo per soddisfare la domanda».

«La ripresa della domanda in Cina può sembrare una cosa positiva, ma la prospettiva per il secondo trimestre è che ci sarà una forte contrazione economica e la Cina potrebbe non esportare in mercati molto sani. Resta quindi da vedere a quale livello le attività si normalizzeranno in Cina», ha aggiunto.

 

(Continua)

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