Ci siamo, o quasi. L’edizione 2022 del Bauma, rinviata dalla convenzionale collocazione primaverile al 24 di ottobre. Per la stampa di settore, però, il tempo è ora, cioè il 21 e il 22 giugno, chiamati a raccolta all’International Centre Munich. Cosa abbiamo portato a casa? Sapevamo, prima di sbarcare a Monaco, che Deutz e Man Engines sarebbero state assenti. Nonostante il boom del settore, l’aria era dimessa, superficie dell’incontro, espositori e giornalisti praticamente dimezzati, lascito del triennio pandemico. Gli Oem si passano la parola d’ordine “elettricità”, in una congiuntura che testimonia la criticità di questo bene, con i blackout in sequenza nelle aree urbane europee e non solo. Comunque sia, ci sono spiragli di resilienza, volendo utilizzare una parola “à la page”, per il motore termico, alla prova del nove dopo la condanna a morte decretata dal Parlamento Europeo. 

Kubota

Kubota presenterà un’unità completamente nuova, che mutuerà i contenuti del D902-K, l’altro prodotto di punta che vedremo a fine ottobre. Ci saranno anche il V5009, che è proprio al Bauma, nel 2019, ricevette l’investitura a Diesel of the Year, e il microibrido, la traduzione più green del verbo di Rudolf tra le armi a disposizione di Osaka, oltre all’apertura di credito a e-fuel e Hvo. Senza nascondere l’inclinazione per l’idrogeno. 

Hatz

Anche non troppo lontano da qui, a Ruhstorf, c’è fiducia nelle capacità del ciclo Diesel. Hatz presenterà l’unico motore al di sotto dei 19 chilowatt con filtro antiparticolato, una scelta lungimirante, non imposta da nessun regolamento in materia di emissioni. Un aggiornamento che completa quello risalente a tre anni fa, quando i monocilindro si presentarono su questo palcoscenico in abito elettronico. L’attenzione di Hatz si sposterà in modo sempre più deciso sul service. Per esempio, Messe München sarà la quinta dove annunciare il Performance Tracking, che funziona con gli elettronici, con un modulo elettronico per inviare dati ad altri sistemi di gestione della flotta attraverso un’interfaccia standardizzata, e il cruscotto IoT, per la gestione delle flotte. Senza dimenticare il contributo di Inecosys, con la quale, negli ultimi nove mesi, hanno incrociato le competenze su un dimostratore che combina l’esperienza applicativa di Hatz e la letteratura di Inecosys sulle trasmissioni elettriche a batteria. 

Kohler

Kohler è instradata sulla via che la conduce dai motori alle soluzioni energetiche. Anche in questo caso, il ciclo Diesel resta strategico, al di là dei paletti anagrafici imposti dall’Unione Europea. In questa direzione procede la richiesta di omologazione Epa per l’Hvo sui motori di Reggio Emilia, peraltro già riconosciuti conformi in Europa. Sempre nel segno del termico sarà lo svelamento di una nuova versione dell’ibrido, che affiancherà il K-Hem, quest’ultimo con accoppiamento diretto tra diesel ed elettrico, congeniale ad applicazioni come piattaforme aeree e sollevatori. La versione che conosceremo prevede l’innesto della frizione tra i due propulsori, in modo da poter funzionare in modalità full electric.

Yanmar

Facciamo idealmente ritorno a Osaka, questa volta sulla sponda Yanmar, e la musica cambia. Nonostante la rinnovata politica di continuo miglioramento del motore diesel, e del pacchetto di post-trattamento, la trentatreesima edizione del Bauma sancirà la svolta elettrica del motorista giapponese. Le batterie finiranno sotto la luce dei riflettori, essendo il componente centrale dell’architettura elettrica. È programmata entro la fine dell’anno il completamento della fabbrica di batterie in costruzione nei Paesi Bassi. La traiettoria di Yanmar è quella dell’integratore di sistema. 

Volvo Penta

L’ultimo motorista che ha allestito il banchetto per il tradizionale incontro B2B è Volvo Penta. Dopo il rinvio della strategia combinata del Gruppo Volvo, datata 2021, che intendeva proiettare gli svedesi nell’olimpo della transizione energetica, congelata dalla pandemia, sarà finalmente il momento della catena cinematica elettrica. Una soluzione attualmente funzionante in un terminal tractor, per la precisione all’interno della collaborazione con Tico, che al Bauma Volvo Penta mostrerà nella sua versatilità e modularità. La dedizione agli alternativi non si limita all’elettrificazione. Prosegue lo sviluppo sia sul motore che sulle celle a combustibile, nel comune denominatore dell’idrogeno, e sui combustibili alternativi. Questi ultimi sono recentemente saliti agli onori della cronaca in occasione dello Sweden Rock Festival: nove gruppi equipaggiati dal D16 hanno funzionato alimentati da una soluzione di Hvo al 100 per cento. Nei paesi scandinavi l’Hvo deriva quasi esclusivamente dai residui della silvicultura.

ZF

Esaurita la panoramica dei motoristi passiamo alle anteprime dal mondo della componentistica. Ci troviamo in Germania, alla ZF hanno le idee chiare. Presentano motore elettrico e trasmissione per escavatori gommati da 5 a 10 tonnellate, compresi inverter ed Ecu. 

Il voltaggio della scuderia ZF copre da 48 a 650 Volt. La comunicazione tra reparti consente di integrare il pacchetto con sensori, camera e altro. La CO2 è nel mirino anche mediante il risparmio del 30 per cento del combustibile, non solo per gli escavatori, consentendo di raggiungere la coppia a bassissimi regimi. Per le grandi macchine l’idrogeno rimane la soluzione migliore, sia con il termico che con le fuel cell.

Bosch Rexroth

La Oil control division di Bosch Rexroth ha sviluppato valvole direzionali compatte. Per la prima volta non si sono concentrati solo sul “metallo”, cioè sul prodotto, focalizzandosi su connettività e software. La direzione è chiara: la diversificazione. Si concentrano ancora sull’idraulica e sempre più sull’elettronica, sulla digitalizzazione e diventeranno progressivamente specialisti dell’elettrico. 

Walvoil

Scavalliamo le Alpi. In Italia, Walvoil crede negli eventi fieristici e il prossimo autunno saranno presenti a Sima, Eima, Bauma Monaco e Bauma China (se si farà). Prendono spunto dal sistema LS, presentata sulla Dieci, in altre forme e per altri sistemi idraulici. Oltre a questo, sul core business, il flow sharing, hanno creato un’altra piattaforma di prodotto, la Epx, che permette di recuperare parte dell’energia spesa nel sistema idraulico. Come la LS consente anche di selezionare la modalità di utilizzo. Per esempio, riutilizzando l’olio delle operazioni, a pressione, per rigenerare tensione da caricare in batteria. Oppure recuperando l’olio per altre funzioni, come il raffreddamento o le valvole ausiliarie. A seconda della complessità, il recupero dell’energia spesa arriva fino al 20 per cento, sposandosi con le necessità dell’elettrificazione.

Hydreco

Hydreco, Gruppo Duplomatic, in predicato di diventare la prossima stella della galassia Daikin, presenta al Bauma la gamma distributori da 60 litri. Un’impronta emiliana, essendo sviluppata a Vignola, in provincia di Modena. Nella città delle ciliegie è prodotta la gamma di distributori componibili MS90, da 90 a 120 litri, a sandwich. Nello stabilimento di Parma si producono pompe e ingranaggi in alluminio. Il Gruppo 1 e il Gruppo 2 sono in produzione, il Gruppo 3 è annunciato entro l’estate (fino a 63 cc), con la possibilità di avere il coperchio in ghisa, per aumentare la pressione. 

C’è anche versione low noise, con ingranaggio inclinato. I cilindri Ocs per macchine da costruzione sono realizzati a San Cesario, vicino a Vignola, da 500 a 8.0000 millimetri, customizzati, cromati, valvole di bilanciamento incluse, fino a 450 bar. Una gamma di pompe in ghisa è sviluppata in India, sempre per applicazioni mobili, da 12 a 88 cc, pressione di picco di 360 bar, a differenza di quelle in alluminio, che arrivano a 310 bar. Hydreco si occupa della parte mobile, Duplomatic quella industriale.

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