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Autopromotec si è conclusa da pochi giorni e al convegno conclusivo, dedicato alle “Sfide e opportunità dell’electric city”, hanno avuto grande rilievo le dichiarazioni dell’onorevole Gianluca Benamati: “Ci sono le condizioni in Italia per portare avanti la transizione alla mobilità elettrica nell’arco dei prossimi anni utilizzando energia prodotta appositamente da fonti rinnovabili. È questa una condizione necessaria per non vanificare i vantaggi ecologici del passaggio all’elettricoNegli ultimi anni, in una situazione di crisi, ci sono state grandi aperture per la filiera dell’auto con l’obiettivo di tenere fede agli impegni presi per la sostenibilità ambientale a livello nazionale e internazionale e di favorire allo stesso tempo lo sviluppo della filiera automotive italiana. Per questo sono stati stanziati 12 miliardi di euro fino al 2030, che saranno utilizzati per sostenere il mercato automobilistico tramite gli incentivi all’acquisto di vetture nuove e anche per rilanciare la fase di ricerca e sviluppo di nuove soluzioni e la formazione degli addetti del settore automotive”.

Il convegno, moderato da Gian Primo Quaglianopresidente del Centro Studi Promotor, si è aperto con i saluti di Renzo Servadei, amministratore delegato di Autopromotec, che ha sottolineato l’estremo interesse dei temi affrontati nel corso della discussione, temi che sono di fondamentale importanza per avere risposte per tutta la filiera automotive sugli interrogativi ancora aperti riguardo al processo di transizione energetica.

Transizione ecologica: investimenti e progetti

A seguire l’intervento di Michele Crisci, presidente di Unrae, che ha fatto il punto sul processo di transizione ecologica, un processo iniziato prima della pandemia e che richiede grandi investimenti industriali. “Nei prossimi anni – ha dichiarato Crisci – saranno molti i modelli elettrici messi sul mercato dalle case automobilistiche, con un’offerta che sarà sempre più varia e diffusa in tutti i segmenti di mercato. Per proseguire in maniera efficace su questa strada è necessario che la sostenibilità ambientale si sposi sempre di più con la sostenibilità economica e sociale e che si prosegua speditamente sulla strada della neutralità tecnologica”.

Per fare il punto sullo stato della rete di ricarica è intervenuto Marco Belletti, Head of Communications di Free2move eSolutions, che ha sottolineato come oggi in Italia si stiano svolgendo importanti sperimentazioni finalizzate a rendere sempre più efficiente la fase di ricarica delle auto elettriche. “Ad esempio – ha detto Belletti – nello stabilimento di Mirafiori è in corso una sperimentazione promossa da Stellantis e Terna sulla tecnologia del Vehicle to Grid, che grazie all’uso di colonnine bidirezionali consente di utilizzare le auto elettriche momentaneamente in sosta come riserve di energia per assorbire i picchi di consumo della rete”.

È intervenuto poi Luciano Marton, Direttore Generale di Texa, che ha parlato dell’impatto del processo di transizione ecologica sul comparto dell’autoriparazione. “Per un meccanico l’arrivo dei veicoli elettrici comporta un mondo di attività e soluzioni specifiche che sono in fase di sviluppo. Nelle auto elettriche ci sono meno componenti, ma di una complessità superiore rispetto a quelli presenti in un motore endotermico. È un falso mito che l’elettrico tolga lavoro alle officine: le auto elettriche hanno bisogni nuovi e ulteriori e presuppongono una specifica ingegneria della manutenzione”.

La fase di recupero e riciclo dei materiali contenuti nelle batterie è stata approfondita da Giuliano Maddalena, Amministratore Delegato del Consorzio Ecopower. “Il corretto riciclo può essere gestito solo da filiere controllate. La circolarità delle batterie al litio parte dal raccolto del rifiuto. Inizialmente, le batterie hanno bisogno di essere totalmente scaricate in sicurezza. Poi vengono sottoposte a verifiche scrupolose e alla fine si ottengono batterie riutilizzabili, per esempio, per l’energy storage: una funzione utile nei paesi in via di sviluppo, privi di una rete elettrica strutturata”.

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