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Auto diesel: la Ue e la revisione delle norme

Diesel e revisione delle norme: alla Ue è allo studio un processo di modifiche dell’iter di omologazione che porterà alla centralizzazione (e rafforzamento) delle procedure di controllo. Obiettivo: evitare nuovi focolai di Dieselgate. Intanto, fuori dal perimetro automotive, i motori industriali attendono la svolta dello Stage V, che scatterà nel 2019, mentre quelli nautici sono soggetti a Imo Tier 3 e Rcd2.

Diesel, la Ue avvia la revisione delle norme

Le novità per ora sono affidate alla posizione comune approvata nell’ultimo scorcio di maggio al Consiglio europeo, pronta per essere oggetto di trattativa al parlamento dell’Unione. Vi sta scritto nero su bianco che il controllo dell’omologazione, che rimarrà a capo dei singoli Paesi, potrà essere sottoposto a verifica da parte di agenzie nazionali di altri stati membri dell’Unione Europea. Anche Bruxelles stessa potrà svolgere controlli. Le multe, dopo la revisione Ue delle norme per l’omologazione delle auto diesel, potranno arrivare a quota 30mila euro per auto qualora emergessero violazioni delle regole comunitarie. La revisione delle norme relative all’omologazione di veicoli diesel in chiave di accentramento europeo, insomma, vuole essere uno strumento per evitare l’insorgere di altri scandali.

Diesel, revisione delle norme contro il Dieselgate

Needless to say, lo spauracchio risponde al nome di Dieselgate, la vicenda che due anni fa ha fatto saltare sulla sedia motoristi e oem e gettato di forza l’endotermico a gasolio nell’occhio del ciclone. I fatti affondano le proprie radici nel 2015, quando divennero note le modifiche effettuate dai tecnici Volkswagen, tramite software, ai sistemi di controllo delle emissioni in sede di omologazione. Undici milioni le vetture coinvolte nel mondo. Venti i miliardi di dollari usciti dalle tasche di Volkwagen per riparare allo scandalo. La cronaca del Dieselgate è stata ricostruita attentamente da Dieselweb. Recentemente, l’Epa (Environmental protection agency) ha messo anche Fca nel mirino. L’accusa? Aver installato su oltre 100mila veicoli, «senza comunicarlo, un software di gestione delle emissioni nei modelli Jeep Grand Cherokee e Ram 1500 prodotti nel 2014, 2015 e 2016 con motori diesel a tre litri venduti in Usa». Un software che consente emissioni più alte degli standard consentiti. Il dipartimento di giustizia Usa, per conto dell’Epa, ha presentato una causa civile contro Fca.

(foto: Blogo)

 

 

2018-11-07T12:07:49+01:0020 Giugno 2017|Categorie: AUTOMOTIVE|Tag: , , , , , , , |

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