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Brebemi ha inaugurato pochi giorni fa a villa Mazzotti di Chiari (Brescia) l’Arena del futuro, un’iniziativa sperimentale che vede in IvecoIveco Bus (un E-Way è protagonista dei test) due partner industriali e in ABB ed Electreon i fornitori della tecnologia di ricarica, lanciata proprio in questa occasione. Si tratta di un circuito di circa 1 km dove i veicoli elettrici possono caricare le batterie durante lo marcia, grazie a un sistema di ricarica wireless a induzione dinamica integrato al fondo stradale (forte di 1MW di potenza installata).

Stellantis, Mapei, Anas, Università di Parma, Politecnico di Milano (presente tra i relatori il professor Dario Zaninelli) gli altri partner del progetto.

arena del futuro brebemi

Brebemi Arena del Futuro: ricaricarsi viaggiando

La tecnologia implementata per la prima volta nell’Arena del Futuro Brebemi, denominata, Wireless Power Transfer, si traduce in una spira posizionata sotto l’asfalto che trasmette energia elettrica a una spira captatrice posizionata sotto il veicolo.

Il sistema attinge corrente alternata dalla rete e la trasforma in continua in una cabina di trasformazione. Così, a 600V, viene incanalata sotto il fondo stradale. Dove, di nuovo, in tratti dedicati, delle management unit la trasformano in alternata a 86 kHz. Il “formato” con cui viene captata dalla spira del veicolo.

Costi? «Tra 1 milione e mezzo e un milione e 200.000 euro per chilometro ipotizzando una tratta tipo di 4 km», secondo i dati forniti dal direttore tecnico e di esercizio Brebemi Giuseppe Mastroviti durante il convegno, aperto con un messaggio del presidente del consiglio Mario Draghi e al quale ha preso parte la ministra Mariastella Gelmini.

«La tecnologia Dwpt (Dynamic Wireless Power Transfer) per la ricarica wireless dei veicoli elettrici in movimento è una soluzione all’avanguardia, che da una risposta concreta a uno dei problemi che limitano la mobilità elettrica, ovvero la scarsa diffusione dell’infrastruttura di ricarica», il passaggio clou del messaggio del premier.

I vantaggi della tecnologia Dwpt

Nel percorso verso la decarbonizzazione dei trasporti attraverso la mobilità elettrica, a fronte di criticità legate alla vita e all’ingombro delle batterie, la ricarica ad induzione può contribuire ad una transizione verso modelli di mobilità sostenibile che migliorino ulteriormente l’esperienza sul campo degli utenti. Tra i tanti vantaggi della tecnologia di ricarica ad induzione le ricerche stanno evidenziando: una maggior efficienza energetica del veicolo grazie alla ricarica in viaggio, una riduzione del volume delle batterie nei veicoli senza impattare sulla capacità di carico merci e persone, un aumento della vita media della batteria stessa grazie al fatto che si eviterebbero picchi di ricarica perché verrebbe alimentata ad intervalli durante il giorno. Una volta a regime, il sistema potrà contribuire a migliorare la qualità del viaggio dell’utente, grazie a una riduzione dei tempi di sosta per ricarica legata alla combinazione ottimale tra diversi sistemi di ricarica. Tutti questi obiettivi sono raggiungibili anche grazie alle innovative tecnologie offerte dal 5G e dalle soluzioni applicative basate sull’intelligenza artificiale che faciliteranno lo scambio di informazioni tra il veicoli e le piattaforme di gestione, aumentando la sicurezza stradale e l’efficienza degli spostamenti.

La tecnologia Dwpt, nelle sue variabili di induzione dinamica e statica, ha già destato interesse per possibili immediati sviluppi a livello commerciale in Italia e all’estero, anche grazie alla sua versatilità in quanto, oltre all’utilizzo su strade ed autostrade, la stessa si sta confermando utile e ideale anche all’interno di altre infrastrutture come porti, aeroporti e parcheggi.  “Arena del Futuro” si conferma un ottimo esempio di innovazione collaborativa per la mobilità a “zero emissioni” di persone e merci.

I test in pista, i protagonisti e i commenti

I veicoli testati in pista sono una 500e e un’Iveco Bus E-Way. Quest’ultimo, è stato precisato, ha raggiunto picchi di 76 kW in assorbimento di energia. I test sono stati effettuati su un circuito asfaltato di 1 km alimentato da correnti induttive, con l’autobus che raggiungeva velocità superiori a 70 km/h. Queste condizioni di prova sono molto vicine a quelle reali, e questo è uno dei motivi per cui “Arena del Futuro” è un progetto davvero unico.

Francesco Bettoni, presidente di Brebemi: «Il parlamento europeo ha fornito delle date. La strada è quella. Diamoci da fare. Qui 13-14 aziende, con accademia e partner, hanno trovato una soluzione per la decarbonizzazione. E siamo pronti a commercializzare questo progetto. Avevamo pensato che il pantografo fosse un’opzione valida, ma ci siamo ricreduti e abbiamo abbracciato un’altra strada», ha aggiunto.

Dunque le parole di Domenico Nucera, Presidente della Business Unit Bus del Gruppo Iveco: «La nostra azienda è più che mai impegnata a sostenere la transizione energetica, quindi è stato naturale per noi collaborare a questo progetto, portando con noi la nostra esperienza di milioni di chilometri percorsi da centinaia di autobus elettrici in situazioni reali. La tecnologia di ricarica a induzione ha un potenziale interessante anche per i veicoli commerciali e potrebbe diventare una piattaforma infrastrutturale efficace per tutti i sistemi di mobilità elettrica, non solo per i veicoli puramente elettrici. Continueremo i test, nella convinzione che questa tecnologia possa contribuire efficacemente alla transizione verso una mobilità a zero emissioni, grazie ai vantaggi che offre a tutti gli utenti».

 Tra i vantaggi della ricarica dinamica a induzione figurano, una forte riduzione della quantità di batterie necessarie, una maggior efficienza energetica del veicolo, migliorando capacità di carico merci e persone, un aumento della vita media della batteria stessa e una riduzione dei tempi di sosta per ricarica. La tecnologia che si sta sperimentando diventa potenzialmente un “range extender” per tutte le tipologie di veicoli elettrificati, automobili, bus e mezzi pesanti, e si applica sia ai veicoli elettrici sia a quelli a celle a combustibile. 

 Il progetto, coordinato da A35 Brebemi e Aleatica, è stato lanciato a maggio 2021 per dimostrare l’efficacia e l’efficienza dell’alimentazione di veicoli elettrici mediante carica induttiva dinamica senza contatto. Viaggiando su corsie dedicate, i mezzi si ricaricano grazie ad un innovativo sistema di spire posizionate sotto l’asfalto che trasferiscono direttamente l’energia necessaria alle batterie di bordo. 

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